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Xilografie e disegni di Vito Giovannelli per il centenario della scomparsa della madre di Gabriele D'Annunzio

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L' Istituzione Palazzo Farnese, di Ortona, presidente Aldo D'Anastasio, ha edito una cartella d'arte per ricordare il centenario della scomparsa di Luisa De Benedictis, madre di Gabriele D'Annunzio, poeta fortemente legato alla madre, ortonese di nascita.

D'Annunzio ha dedicato alla madre numerosi scritti. Alcuni sono stati letti da Franca Minnucci, in occasione della cerimonia celebrativa organizzata  a Pescara dalla sovrintendente Lucia Arbace.

Della cartella,  con disegni, incisioni e cartoni xilografici di Vito Giovannelli, depositata presso il museo D'Annunzio dal presidente, prof. Aldo D'Anastasio, ha fatto menzione elogiativa la sovrintendente durante la cerimonia commemorativa. Tra la folla  c'era anche il sindaco di Ortona.

Il profilo di Vito Giovannelli è stato redatto dal giornalista ortonese Mario Cesarii, che, nel testo, ha fatto  espliciti riferimenti alla formazione  artistica e tipografica dell'incisore pescarese, che apprese l'arte tipografica dal maestro Corrado De Bari, di Triggiano e l'arte litografica dal maestro milanese Dario Del Monte.

La pubblicazione, edita in tiratura limitata,  è destinata alle principali biblioteche  del territorio . Trattasi, quindi, di volume fuori commercio curato dal tipografo Paolo Matarazzo.

La manifestazione  è stata allietata dall'ethno-orchestra abruzzese, diretta dal musicista teatino, prof. Mario Canci, che ha suonato tre particolari pifferi: uno in pietra della Majella,  uno in ceramica e uno in legno.

Il piffero in pietra della Majella e quello in ceramica sono stati progettati e voluti dal prof.

D'Anastasio, di Ortona e sono stati realizzati  dallo scultore Antonio Di Campli, da Castelfrentano; e dal ceramista Giuseppe Liberati, da Villamagna.

Si sono esibiti  anche i musicisti Fabio D'Orazio (alla fisarmonica e all'organetto); Giuliano Angelozzi (alla zampogna avezzanese e alla chitarra battente) e Francesco Macedone (al tamburo e al tamburello). Tutti hanno suonato e cantato antiche musiche nonché vecchie canzoni  della tradizione. La manifestazione si è conclusa con la canzone "Vola- vola" composta dal poeta ortonese Dommarco, canto divenuto, dopo il successo parigino,  l'inno degli abruzzesi.

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