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Ireneo Janni, un artista che si consegna al futuro

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Quando parla d'arte ai giovani lo fa con naturalezza attraverso una dialettica disarmante, semplice, suadente, libera da protocolli e condizionamenti.

Attraverso il suo vissuto d'arte, da artista polivalente quale è, Janni cattura quando racconta la sua storia personale interamente dedicata alla costruzione di forme espressive nuove, senza compromessi ed esitazioni.

Atriano di nascita, assorbe da subito e con naturalezza gli stimoli creativi e il culto del bello abitualmente  propagati dall'ambiente cittadino. Avverte però che quel particolare contagio è frutto di origini geografici più ampi e, una volta completati gli studi a Pescara, va alla ricerca dell'oltre.

Nei primi anni settanta vive a Milano. Frequenta l'ambiente artistico dell'Accademia di Brera.

Espone nella città lombarda ed in altre città europee; poi si trasferisce a Roma.

Si immerge nel processo creativo della Capitale, in un contesto culturale libero, stimolante, educativo, interdisciplinare,  attrattivo di talenti provenienti da paesi esteri.

La sua statura di  artista polivalente trova qui maturazione, assetto ed equilibrio.

Progettazione, sviluppo e ricerca sono percepibili nella scala visiva appositamente rigenerata in finalizzate antologiche.

Dopo una prima fase astrattista, tra gli anni sessanta e settanta Janni si dedica quasi esclusivamente alla pittura figurativa, in una ricerca ricca di riferimenti letterari.

Le opere di questo periodo descrivono un'umanità che vive nelle pieghe dei conflitti della società capitalista, una realtà urbana degradata ed estraniante, in cui l'alienazione personale diventa metafora della condizione umana.

Il tema politico si fonde con quello ecologico nelle grafiche che hanno per sfondo le periferie di Roma, le discariche, gli sfasciacarrozze, le strade della prostituzione. Il tema sarà ripreso dall'artista in una serie di opere degli anni novanta. Dagli anni ottanta in poi al tema politico dell'alienazione subentra la serie delle “situazioni teatrali” quello dell'uomo come personaggio, in una «poetica dell'incomunicabilità tra il sé e il sé,  che richiama alla drammaturgia di Eugène Ionesco e di Samuel Beckett.

 

L'artista neorinascimentale

di Massimo Pasqualone

Dagli anni novanta in poi la pittura di Janni Ireneo è caratterizzata dalla ricerca di un classicismo nuovo, che si attua attraverso il rigore geometrico della composizione del quadro, in cui agli elementi figurativi si contrappongono dialetticamente sfondi materici ed elementi architettonici classici o moderni «stilizzati dal rigore razionalista» creando un equilibrio incentrato sulle «asimmetrie prospettiche delle masse fisiche tridimensionali, armonicamente distribuite nello spazio bidimensionale della superficie».

La ricerca pittorica è sempre stata accompagnata dall'attività di architetto, di scultore, con la realizzazione di grandi opere in bronzo come il Monumento alla Solidarietà per la città di Silvi Marina, e da un'intensa attività grafica, con un'estesa produzione di incisioni ad Acquaforte, tanto da essere definito «artista neorinascimentale». 

 

La bellezza della forma è obiettivo dispendioso

di Antonio Gasbarrini

Ben quattro dipinti di grandi dimensioni (Le tre Grazie, Giordano Bruno,  Atelier e Il gioco delle maschere) “profumanti” ancora di trementina, respirata nello studio atriano dell’artista ed “in corso d’opera” all’atto della stesura di una mia nota critica per una recente esposizione, testimoniano l’inesauribile vena creativa d’un tuttora giovanissimo artista nato nell’immediato dopoguerra del secolo scorso.

 

Messaggi nella bellezza

di Vincenzo Centorame:

"Quella di Janni è una visione del mondo che esprime la tradizione migliore del realismo italiano, quella tendenza artistica data per spacciata nei decenni scorsi e ritenuta ormai improponibile per lasciare spesso spazio a dilettanti "reinventati" come personalità di spicco del panorama artistico contemporaneo."                                                                                                                                                   

 

Un segno di continuità di una genialità artistica tutta abruzzese.

Ass.Circolo Aternino

E' a Roma che le narrazioni artistiche di Janni acquistano forma, elevazione e fama. E dunque diventa consequenziale caratterizzarlo come artista di adozione romano e dal tono europeo.

Ma se egli si fosse fermato definitivamente nella Capitale, avremmo disatteso, o quantomeno in parte trascurato, l'altro aspetto, quello verace e istintivo del maestro, quel suo doppio abruzzese che appare essenziale rimarcare per ridotare l'artista della sua umanità e dei propri caratteri ancestrali.

Perseveranza e franchezza, semplicità e benevolenza, ospitalità e tolleranza  costituiscono  l'impronta di una esistenza che Janni ha ereditato dalla terra natia.

L'ha custodita nell'intierezza gelosamente  durante il suo  pur lungo percorso artistico.non tenendo in alcun conto il valore dei primati raggiunti.

Ricordare i primi passi nella sua regione, in cui ha sofferto la fase delle incertezze giovanili, porta significato aggiunto all'opera del maestro.

Conseguita la maturità al Liceo Misticoni di Pescara nel 1966, Janni inizia a lavorare in Atri per una vetreria artistica.

In questa fase trova coinvolgimento nella realizzazione delle vetrate della Cattedrale di San Tommaso Apostolo di Ortona.

Tommaso Cascella, che aveva l'incarico di progettarle, intuisce e annota la valenza artistica del giovane.

Lo vorrebbe da subito nella sua bottega d'arte di Pescara.

Ma una passione composita, nata fin da bambino, proietta Janni altrove, in ambienti meno provinciali che possano soddisfare alcuni suoi interessi particolari.

Dopo la laurea in architettura all'Università degli Studi "Gabriele d'Annunzio" di Pescara, si trasferisce a Milano e poi a Roma. dove il processo creativo è fortemente influenzato dall’atmosfera culturale che vi regna  e dove assorbe competenze e conoscenze preziose per la progettazione delle proprie opere.

Ed oggi non sarebbe errato definire Ireneo Janni artista romano, seppure di adozione; ma fra le tracce preziose che il maestro sta lievitando per noi, e che sta a noi far rivivere, emergono sempre più le proprie radici orgogliosamente abruzzesi ed una formazione culturale tutta pescarese.                                                                                                                                 

Per questo, alle sue numerose, felici ed invidiabili esposizioni di opere in Italia, in Europa e negli USA, appare organico contrapporre la particolare fase di attenzione che porta ora l'artista, rientrato nella sua Atri, a localizzare in prestigiose palazzi dell'area regionale la narrazione del proprio percorso d'arte tramite l'espressività di accurate antologiche.

Di certo le esposizioni presso le Scuderie Ducali di Atri, il Palazzo dei Capitani di Ascoli, il Palazzo dell'economia di Chieti, la Fortezza di Civitella del Tronto, il Palazzo Farnese di Ortona, la Fabbrica delle idee “Aurum” di Pescara, costituiscono la conferma di una continuità nel tempo della genialità artistica di stampo abruzzese.                                                                                                                               

 

Dipinti, sculture lastre d'incisione e grafica  oggetti del desiderio

Ad una deriva  imperante come l'attuale in cui prevale la moda delle immagini produttrici di desideri, Janni contrappone le sue raffigurazioni, la sua attività visiva in divenire.

Egli percepisce, in una diversità di contesti architettonici ispirati alla classicità, condizioni evolutive di fresca spunta riuscendo a generare  forme nuove e punti di vista di novella grazia.

In questo modo l'artista si reinventa continuamente guardando e tutelando la collettività attraverso l'armonia, l'eleganza, la bellezza.

Stilemi estetici accattivanti che vengono percepiti con naturalezza, quasi fossero forme di autentica letteratura, trasposizioni semplificanti che riescono a dar vita a immagini e personaggi oltre la vita.

E' qui  la chiave della costante modernità dell'artista.

 

Racconto per immagini 

Janni  ha un metodo per elaborare le opere. Utilizzando una propria tecnica progettuale, coniuga scenografia e struttura architettonica in un campo prospettico  sempre nuovo, quasi fosse un palcoscenico dove poter muovere i suoi figuranti in un racconto per immagini. Le sue opere, veicolate in Italia e nel mondo,  privilegiano la bellezza ad  ogni altra attività dello spirito. Esse risultano di un estetismo che ammalia e che riescono a trascinare il pensiero in spazi di grazia privi di confine.

 

Un evento condiviso dall'Associazione Circolo Aternino                                                                                                                                                               

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