Riqualificazione del Porto di Cagliari, Abruzzo protagonista

Le spettacolari immagini della demolizione dei silos. Al lavoro un'azienda di Pescara del consorzio PANGEA

| di Redazione
| Categoria: Attualità
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Abruzzo protagonista nel progetto di riqualificazione del porto di Cagliari. Ha preso il via la demolizione dei ventuno silos e della torre tecnica presenti nello scalo e ad occuparsene è un'azienda di Pescara, designata dal Consorzio stabile PANGEA Scarl - gruppo imprenditoriale formato da imprese operative nel settore della realizzazione e gestione di opere edili e infrastrutturali nei settori pubblico e privato - che si è aggiudicato i lavori.

Edilia & Co. Srl, questa l'impresa designata dal consorzio, ha sviluppato una proposta progettuale per la demolizione di ventuno silos e una torre tecnica, che si trovano nel porto di Cagliari, sulla banchina del molo della Rinascita, come avvio di un più ampio progetto per la riqualificazione e razionalizzazione degli spazi dello scalo portuale, programmato dall'Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna.

L'importo per l'abbattimento dei silos ammonta a 1,4 milioni di euro. I silos, ormai parte dello skyline del capoluogo isolano, verranno demoliti con cariche esplosive controllate, intervallate tra di loro. La demolizione dei vecchi depositi di cereali è iniziata il 18 marzo e proseguirà con altre tre spettacolari esplosioni dal 25 marzo. I lavori si concluderanno entro aprile 2021.

"Un momento storico – hanno dichiarato il presidente di Pangea, Giuseppe Luciani, il sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu, presente alla prima detonazione insieme al presidente dell'Authority portuale Massimo Deiana - ora abbiamo uno spazio importante con progetti in corso per un'area fondamentale per la città."

La prima fase di demolizione (le altre tre proseguiranno nelle prossime settimane) ha interessato la torre servizi, alta 54,40 metri ed un tempo adibita agli elevatori per il sollevamento dei cereali. A generare il rapido collasso della struttura, la detonazione di 40 chilogrammi di esplosivo dislocati in più punti del manufatto: la caduta è stata attutita da tre materassi appositamente disposti, contornati da vasconi di 200 metri di lunghezza, riempiti di acqua e micce detonanti, disposti lungo il perimetro dei silos per la generazione di barriere per la mitigazione delle polveri.

"Questo intervento – sottolinea Luciani - dimostra che anche nei momenti di crisi possono esserci opportunità di ripresa economica e di rilancio imprenditoriale. Nonostante il difficile momento dovuto all'emergenza sanitaria – conclude il presidente di Pangea – in Abruzzo c'è una realtà solida che vince la sfida ed emigra in terra sarda."

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