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Il Liceo G. Marconi di Pescara alza la voce

In polemica con il quotidiano Il Centro, reo di non averlo incluso nell'elenco dei Licei cittadini

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Riceviamo e pubblichiamo interamente un comunicato del responsabile ufficio stampa del Liceo statale G. Marconi di Pescara.

Eclatante errore della Redazione del quotidiano Il Centro di Pescara. Per il giornale più letto in Abruzzo, non esistono centinaia di studenti, né le loro famiglie, i loro prossimi insegnanti e collaboratori scolastici, non esistono decine di unità di personale tecnico ed amministrativo. In Via da Caramanico 26 c'è il vuoto.

Resocontando sull'esito delle iscrizioni ai Licei di Pescara per l'Anno scolastico 2015 – 2016, Vito de Luca, su ilcentro.it, “dimentica”, senza pagare dazio, il Liceo statale G. Marconi, sussistente – come tale – dal 1999, anno nel quale cessò definitivamente d'esistere l'Istituto Magistrale di gentiliana impronta e sorsero sulle sue ceneri il Liceo socio-psico-pedagogico, Liceo delle Scienze sociali ed il Liceo linguistico. Da cinque anni esiste il Liceo delle Scienze umane.

L'articolo, citando dati e riportando entusiastiche dichiarazione dei Dirigenti di altri Licei pescaresi, non considera affatto la consistente realtà dei tre Indirizzi di studio presenti nel Liceo Marconi (linguistico, scienze umane, scienze umane – opzione economico sociale) che, anche quest'anno, ha ottenuto centinaia di nuove iscrizioni di studenti provenienti dagli Istituti del comprensorio pescarese.

Che sia stata un'amnesia? Certo è che, se tale è stata, dura da tempo; la Redazione de Il Centro, differentemente da altre testate, non ha preso nota né degli inviti a visitare la scuola – durante le attività di orientamento – potendo rendere un buon servizio informativo alla cittadinanza, considerato che il Marconi è tra l'altro, senza alcun dubbio, il Liceo più inclusivo ed accogliente di Pescara (vogliamo verificare come altri Licei gestiscono le problematiche dei B. E. S. e dei diversamente abili?), né ha ritenuto, discriminandolo negativamente, di informare sull'offerta formativa che non ha alternative pubbliche in sede cittadina.

L’invito ai giornalisti a frequentare il Liceo è sempre valido; pare non interessare alcune testate che “cancellano” il Marconi anche quando parlano, in specifico, dei Licei; non è certo un banale refuso. In ogni caso, l'invito è stato rivolto nella certezza di poter offrire una visione attendibile, non edulcorata, delle problematiche autentiche (quindi, non “mercantile”) dell’istruzione pubblica, indispensabile per promuovere il passaggio di inerenti conoscenze, ma anche per creare un clima cooperativo che renda l’immagine della scuola attuale più interessante alle nuove generazioni. L'auspicio è che – vista la topica de Il Centro – sia accolto seppur in ritardo, in modo tale che il flusso obiettivo di informazioni non venga interrotto da pressioni situazionali che troppo spesso hanno interferito con la possibilità di informare le famiglie circa il difficile compito che svolgono per la comunità, in particolare, gli insegnanti. Di ogni scuola, appunto, di ogni.

Della scuola si parla poco e non sempre in modo corretto. Nella società contemporanea, al contrario, i temi della comunicazione sono diventati un argomento centrale in ogni discussione sui processi educativi in generale e sulle nuove forme di cittadinanza. Oggi, le competenze comunicative e relazionali di tutti i cittadini sono giudicate importanti almeno quanto quelle disciplinari. Per questo motivo è aumentata anche la richiesta di “domande formative”, compresa quella digitale della media education, sulla comunicazione che aiuta le scuole a sviluppare uno stile più efficace di relazione con tutti i suoi interlocutori territoriali. Se tutti collaborassero, forse, si riuscirebbe a non rappresentare la realtà in modo parziale. Si è convinti che anche Il Centro ce la farà.

Prof. Giovanni Dursi - Docente M.I.U.R. di Filosofia e Scienze Umane

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