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Aggressione a inviati RAI a Rancitelli. Denunciati gli aggressori

la redazione
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Dopo aver esaminato il video (in basso) sono state denunciate 3 persone, per aver aggredito verbalmente e fisicamente gli inviati della RAI. I ragazzi sono del 1994, 1996 e 1986.


Daniele Piervincenzi, il video operatore Sirio Timossi e il redattore David Chierchini della trasmissione RAI Popolo Sovrano sono stati aggrediti ieri a Rancitelli nella zona del Ferro di Cavallo.

La troupe era arrivata nella zona, considerata la principale piazza di spaccio abruzzese, per intervistare chi vive nel quartiere e dopo aver ricevuto minacce è stata aggredita.

Piervincenzi se l'è cavata con un occhio nero mentre è andata peggio a Chierchini e Timossi finito in pronto soccorso.

Il VIDEO

 

La dichiaraizoni di Piervincenzi

“Eravamo nel fortino dei clan Spinelli e Ciarelli che controllano lo spaccio a Pescara, in questo palazzo chiamato ‘Ferro di cavallo’ – aggiunge il giornalista – attorno al quale si accampano tossicodipendenti da tutto l’Abruzzo per acquistare eroina e cocaina. Siamo andati lì a chiedere conto. Le vedette hanno segnalato il nostro arrivo: prima ci sono stati tirati contro oggetti, poi si sono mossi in gruppo e ci hanno aggrediti”.

“Da due anni seguiamo le nuove mafie, ci siamo occupati degli Spada a Ostia, dei Casamonica a Roma, poi abbiamo spostato l’obiettivo sulla nuova centrale di Pescara”, spiega ancora Piervincenzi. “Domani proporremo una piccola parte della nostra inchiesta, la settimana successiva metteremo sul tavolo tutti i tasselli del puzzle”.

 

Marcello Antonelli e Lorenzo Sospiri sull'accaduto chiedono l'intervento dell'esercito per portare ordine

“E’ giunto il momento che lo Stato si riappropri di quel pezzo di città che è Rancitelli, o Villa del Fuoco, e che lo faccia utilizzando strumenti efficaci e dando segnali chiari.

L’aggressione odierna subita da una troupe della Rai, oltre che un gesto vile assolutamente da condannare, purtroppo è l’esatta fotografia di un quartiere in cui oggi, di nuovo, rischiano di diventare legge dei metodi da microcriminalità di ispirazione mafiosa che non possiamo più né sottovalutare né tantomeno accettare.

Ecco perché, se necessario, chiediamo che venga utilizzato anche l’esercito per riportare ordine e legalità in tutto il rione, anche per restituire serenità e dignità alle tante famiglie perbene che vi abitano e che vivono in una sorta di costante coprifuoco”.

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco Marco Alessandrini che ha dichiarato:

"Sono molto dispiaciuto dell'aggressione subita dalla troupe Rai a Rancitelli nel pomeriggio di oggi. Siamo perfettamente coscienti che quella è una periferia sensibile, così come cosciente lo è anche tutto il comparto sicurezza cittadino, perché è altissima e quotidiana l'attenzione e l'attività di indagine da parte delle forze dell'ordine sulle persone e le pratiche che si svolgono in quella zona e sono certo che prenderanno i responsabili di questo episodio.

Siamo anche convinti che le istituzioni debbano giocare una propria parte, per questa ragione lavoriamo in sinergia con le forze dell'ordine e abbiamo acceso i riflettori della riqualificazione su Rancitelli e sulle altre periferie sensibili della città già da anni. 

Lo abbiamo fatto attraverso il bando delle periferie, puntando, primi nella storia cittadina, sulla riqualificazione per poter ottenere sicurezza e vivibilità, restando con le mani legate per la sospensione di risorse che oggi potevano essere già appaltate.  Lo abbiamo fatto riavviando opere pubbliche in grado di dare risposte concrete alle esigenze primarie sentite nella zona, con un'attività costante di ripristino della legalità violata, soprattutto nel settore politiche della casa, nonché potenziando progetti proprio sulla sicurezza, ad esempio con 1.500.000 euro di risorse per la videosorveglianza, di cui ben 500.000 euro di fondi comunali, il restante chiesto al Ministero dell'Interno ma non finanziato, un progetto importante, che faremo lo stesso e in forma ridotta utilizzando i fondi del bilancio comunale. 

Tutto questo perché in quelle periferie non c'è solo il malaffare, ma vivono e operano migliaia e migliaia di persone per bene che meritano risposte e attenzione, che si battono per contrastare l'illegalità e che sono il nostro riferimento.

Per tutte queste ragioni siamo dispiaciuti di quanto occorso al giornalista e alla troupe e siamo sempre dalla parte della libera stampa e di quanti lavorano per informare l'opinione pubblica".

 

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