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"Rubrica i numeri uno"- Alberto Barlaam e Mariano Fabiani

La redazione
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Secondo appuntamento con la rubrica "I numeri uno" che quest'anno ci accompagnerà durante tutta la stagione della Serie B. Nella prima puntata abbiamo presentato "Gli antenati", i portieri che si schierarono tra i pali delle stracittadine prima della nascita ufficiale del Pescara nel 1936.

Oggi presentiamo Alberto Barlaam e Mariano Fabiani che giocarono nel decennio 1937 e il 1947.

Alberto BARLAAM

14 PRESENZE dal 1937 al 1938
1 promozione in serie C (‘37/’38)

Alberto Barlaam III, con un cognome dalle chiare radici ebraiche, ha l’onere di essere stato il primo portiere del Pescara. Non è stato possibile reperire l’esatto luogo e l’esatta data di nascita; dopo aver sostituito Antonucci nel ’37, è il titolare della compagine che vince il campionato e conquista la serie C nazionale nel ‘37/’38. Non particolarmente dotato fisicamente, la leggenda narra di una sua particolare propensione alla buona cucina. Quello del ‘37/’38 sarà il solo ed unico campionato ufficiale di calcio giocato.

Mariano FABIANI

nato a Castellamare Adriatico, 14 ottobre 1914
106 PRESENZE (circa) dal 1938 al 1947
1 promozione in serie B (‘40/’41)

Oltre che un portiere Mariano Fabiani ha rappresentato per alcuni suoi successori un modello da seguire. Nella prima metà degli anni ’30 già difende la porta della rappresentativa squadra di Pescara dove giocano altri elementi che in seguito, assieme a lui, faranno parte della Strapaesana. E’ lui infatti l’indiscusso titolare del Pescara che dopo due stagioni in serie C, approda in serie B vincendo il campionato del ‘40/’41. Per la sue acrobazie venne soprannominato “gatto magico”(ma anche “coda pelosa” per via del suo carattere); molto dotato tecnicamente, temerario grazie anche ai suoi mezzi fisici. La storia ci racconta un aneddoto che meglio ci fa capire il suo coraggio e il suo sprezzo del pericolo: in una trasferta a Bagnoli durante un campionato di C, sul finire della gara rimediò un incidente ad un spalla dopo uno scontro, ma nonostante l’infortunio restò in campo fino alla fine. Con l’incombere della guerra i campionati ufficiali si fermarono; arriviamo quindi al‘45/’46 anno in cui si riprende il campionato ufficiale misto di A e B. Proprio durante questo campionato, precisamente contro la Roma al “Flaminio”, Mariano disputerà probabilmente la miglior partita della sua carriera, parando l’impossibile e quanto altro. Neutralizza un calcio di rigore al fuoriclasse Amadei, mantenendo inviolata la porta biancazzurra, contribuendo in modo decisivo alla conquista del prestigioso pareggio in terra capitolina e anche la stampa dell’epoca diede risalto alla sua straordinaria prestazione. L’anno successivo giocò ancora 12 volte, poi la sua avventura biancazzurra si concluse. Un portiere d’altri tempi, un giocatore che ha lasciato un'impronta profonda nel ricordo degli sportivi e dei tifosi di quel periodo.

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